Omofobia? No, grazie!

Arcigay Chieti e Croce Rossa Italiana Lanciano

Arcigay Chieti e Croce Rossa Italiana Lanciano

Lanciano, sabato 9 luglio 2011.

Il centro cittadino e la popolazione hanno assistito e partecipato ad un significativo evento di sensibilizzazione contro il fenomeno dell’omofobia e a favore del riconoscimento dei diritti civili per le coppie omosessuali. Ad organizzare e promuovere l’evento, il Comitato Promotore Arcigay Chieti in collaborazione con i Giovani della Croce Rossa Italiana di Lanciano, che da subito si sono mostrati volenterosi nel supportare la nascente Arcigay di Chieti in un territorio così notoriamente ostile al tema dell’omosessualità. Scopo principale di questo primo evento è stato quello di sondare l’opinione pubblica lancianese sui suddetti temi ed avere un contatto produttivo e di crescita reciproca.
Obiettivo ampiamente raggiunto: durante il servizio, lungo Corso Trento e Trieste, alcuni ragazzi membri del Comitato Promotore Arcigay Chieti e della CRI hanno distribuito volantini e brochure informative inerenti sia l’omofobia che le malattie sessualmente trasmissibili, mentre altri sottoponevano un rapido ed anonimo questionario ai passanti, di età compresa tra i 16 e i 75 anni. Le domande toccavano diversi temi:

1-     Come reagirebbe se vedesse una coppia omosessuale in atteggiamento affettuoso?

2-     Come reagirebbe se un suo amico fosse omosessuale? E se fosse un suo parente stretto?

3-     Secondo lei lo Stato dovrebbe riconoscere gli stessi diritti (come unioni civili ed adozioni) anche alle coppie omosessuali?

Su un totale di 200 intervistati è da subito spiccata un’inaspettata disponibilità al colloquio e al confronto; in molti casi si sono innescati dei botta e risposta educati e corretti dove l’apertura mentale e la voglia di confrontarsi e di conoscere meglio la realtà omosessuale sono state caratteristiche sempre presenti.
Così come dal punto di vista umano, anche dal punto di vista ideologico i risultati sono stati più che positivi:

Immagine

Dai risultati emerge che la maggior parte delle persone si mostrerebbe indifferente (o perlomeno non ostile) se le persone omosessuali vivessero la loro vita di coppia come gli eterosessuali; molti si sono dichiarati anche disponibili ad aiutare amici o familiari ad affrontare problemi legati all’omofobia interiorizzata ed esterna. Per quanto riguarda le manifestazioni in pubblico di gesti affettuosi, le risposte prevalenti non mostrano disgusto nei confronti degli omosessuali, bensì nel gesto, considerato poco rispettoso, allargando questo ragionamento anche alle coppie eterosessuali.
Al contrario delle aspettative, la bassissima percentuale di intervistati che ha mostrato atteggiamenti di disgusto o addirittura di violenza appartiene ad una fascia di età molto giovane (adolescenti o giovani ragazzi): questo dimostra come le persone adulte siano consapevoli di aver vissuto in un’età diversa e comprendano il cambiamento in atto, spesso con un’accettazione rassegnata dovuta ad una visione più distaccata; invece i giovani si trovano spesso in contesti culturalmente molto tradizionalisti, e con l’affermazione, in questi ultimi anni, di persone di spicco dichiaratesi omosessuali, e soprattutto con la diffusione delle “lotte” LGBT (acronimo per Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender) per il riconoscimento di diritti e di tutela, covano un’omofobia che nella maggior parte dei casi neanche loro sanno motivare.
Risultati positivi si sono registrati anche per quanto riguarda l’aspetto giuridico, infatti l’83% degli intervistati è favorevole al riconoscimento delle unioni civili per le persone omosessuali e il 35.5% del totale è favorevole anche al riconoscimento del diritto di adozione; del 56% che si dimostra contrario alle adozioni, gran parte ha motivato la propria risposta non come con un rifiuto delle coppie omosessuali come genitori, quanto piuttosto per il timore di ritorsioni di stampo omofobico contro i figli adottivi di queste coppie.
In conclusione, possiamo ben dire che la città di Lanciano sta vivendo un processo di maturazione graduale: in molti casi la bravura dei volontari nello spingere alla riflessione e al ragionamento quelle persone che mostravano un’iniziale riluttanza e la presenza della Croce Rossa Italiana come supporto a questa iniziativa, sono state sufficienti a modificare almeno in parte le loro visioni e a legittimare le ragioni delle lotte giuridiche in quanto gli omosessuali sono persone innanzitutto sociali, ma anche cittadini statali.
Soddisfatti del lavoro svolto, noi membri del Comitato Promotore Arcigay Chieti continueremo a far sentire la nostra voce e a promuovere altre attività ed eventi volti all’informazione e alla sensibilizzazione, sicuri di poter raggiungere grandi e nuovi risultati sul territorio abruzzese.

D’Alessandro Anna

Iezzi Luca

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