Di questo abbraccio io ho bisogno adesso

“Tu non me la racconti giusta. Ti è successo qualcosa.”
Oh sì. E’ successo che ho imparato a conoscermi. E’ successo che ho scoperto come si chiamano i miei sensi, i miei sentimenti, il mio mondo. Ho preso possesso del mio vocabolario. Del nome delle cose. E’ successo che sono diventato io.

Nature is a language, can’t you read?canterebbero, a questo proposito, gli Smiths.
E Matteo B. Bianchi sceglie questa ed altre canzoni come colonna sonora del suo primo romanzo: si inseriscono infatti tra le sue parole, andando a riscoprire o a nutrire la nostra cultura musicale, cosa che apprezzo tantissimo nei romanzi. Mi piace quando le diverse forme d’arte si incontrano.

By the way, veniamo a noi. Generations of love.
Prima cosa: non mi ricordo più se sia autobiografico o no. Mi par di sì, ma siccome è in prima persona or ora mi è venuto il dubbio che sovrappongo il personaggio all’autore stesso… ma sì, credo sia autobiografico. Ohibò, cercatevelo da soli su internet. Ché io son tanto pigra, e voi siete, sicuramente più di me, degli abili, ehm, smanettatori…  [potete smettere di fare di no con la testa, chivvecrede].

Seconda cosa: è un libretto veloceveloceveloce! Quindi, se fate parte della categoria dei pigri, come me, invece che di quella degli smanettatori [e no, possedere la vagina non mi esclude necessariamente dalla seconda… esiste anche il, ehm, pc altrui] state tranquilli che la lettura non vi richiederà uno sforzo eccessivo. E poi potete sempre fare una pausa. Chesso’, ogni tre parole lette, un caffettino [poi non dite che non vi fornisco anche gli alibi per le occhiaie, o miei smanettatori!].
E poi è scritto con uno stile molto fresco, leggero, non mancano le scenette comiche… certo, potrebbe scapparci anche qualche risata, mettetecela in conto, anche ridere richiederebbe uno sforzo, vuoi mettere, contrarre il diaframma, inspirare-espirare irregolarmente, emettere suoni gutturali… fossi in voi ci penserei bene prima, effettivamente… o miei pigri!

Terza e ultima cosa: penso sia uno di quei libri di cui gli adolescenti si innamorerebbero, un po’ com’è stato per la me sedicenne Tre metri sopra il cielo … [shhh, era solo a scopo esplicativo, tacciamo e stendiamo un velo pietoso… questa cosa è esente da commenti!]; e con questo non sto paragonando assolutamente Bianchi a Moccia, eh.
[Vi rincuoro dandovi conferma del mio benessere mentale, dicendovi che nel frattempo ho cambiato gusti letterari. Potete fidarvi del mio attuale giudizio, giuro!]
Le persone più adulte invece ritroverebbero la loro gioventù… Uh! Non c’entra direttamente col libro e non è nominata in esso, ma a questo proposito ascoltate questa, o miei adulti smanettatori [così vi formo una cultura musicale anche io, modestamente.]

Bene, fine.

Ah, sì! Avrei dovuto parlare un po’ della trama del libro. Uhm… va be’, facciamo che se avete dai 30 anni in su, ripercorrete con la mente quello che è successo negli ultimi 20 anni. Se avete dai 15 anni in giù, guardate a quello che sarà il vostro futuro prossimo.
E se avete dai 15 ai 30 anni… mi commuovo e vi sorrido.

Ecco, il romanzo è lì, in quegli anni lì. In quei vostri anni lì.

Mi chiedo solo ora, forse per la prima volta, se è con un uomo del genere che io voglio condividere la vita. Se è con questo uomo e se voglio davvero condividerla con qualcuno. Ma non trovo una risposta, sento solo il freddo che comincia ad arrivarmi alle spalle e mi spinge a tornare a letto. Come se fosse sveglio e pronto ad accogliermi, Ale allunga le braccia e mi affonda nel suo petto. E l’unica cosa che riesco a pensare è che forse non sono ancora capace di programmare il mio futuro, ma che di questo abbraccio io ho bisogno adesso.

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