L’incontro di Arcigay Chieti sul tema dell’HIV-AIDS

Il Presidente di Arcigay Chieti e gli ospiti del convegno

Il Presidente di Arcigay Chieti e gli ospiti del convegno

Sabato 30 novembre presso la Sala Convegni dell’Agenzia per la Promozione Culturale di Lanciano, Arcigay Chieti “Sylvia Rivera” ha offerto alla popolazione il convegno dal titolo “‘L’informazione per sconfiggere l’AIDS. Una lezione per la società”.
L’incontro è stato organizzato in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS, celebrata il 1° dicembre di ogni anno e che ha avuto origine al Summit mondiale dei ministri della sanità sui programmi per la prevenzione dell’AIDS del 1988 ed è stata in seguito adottata da governi, organizzazioni internazionali ed associazioni di tutto il mondo.
Al convegno sono intervenuti la Dott.ssa Maria Pina SCIOTTI, Responsabile UO Malattie Infettive PO Vasto – Asl Lanciano-Vasto-Chieti, la Dott.ssa Simona ANTONELLI, Dirigente Medico UO Malattie Infettive PO Vasto – Asl Lanciano-Vasto-Chieti, la Dott.ssa Alice MARCHEGIANO e la Dott.ssa Maria Concetta IEZZI, entrambe volontarie Croce Rossa, Lanciano.

Il Presidente di Arcigay Chieti “Sylvia Rivera”, Dott.re Claudio Minetti, ha aperto il convegno ricordando l’esigenza che c’è di fare informazione per contrastare e sconfiggere tutte le malattie sessualmente trasmissibili specie in questo periodo dove i fondi per la prevenzione e l’informazione vengono tagliati.

La Dott.ssa Sciotti ci ha parlato del reparto di Malattie Infettive di Vasto, presente nel territorio fin dal 1990, che da sempre si impegna a partecipare ad incontri di questo genere in modo da poter sensibilizzare quanta più popolazione possibile.
L’informazione, infatti, ci ha ricordato la Dottoressa, è la base della prevenzione. Solo se si è adeguatamente informati si potranno attivare comportamenti consoni, volti all’evitamento del contagio, ma anche eliminare paure infondate che spesso portano alla discriminazione.
L’intervento è proseguito attraverso un excursus storico dell’HIV da tre principali punti di vista: quello della ricerca, quello del tenore e dell’aspettativa di vita del paziente HIV+ e quello delle discriminazioni subite dal paziente.
Infine la Dottoressa Sciotti ha presentato le campagne pubblicitarie del Ministero della Salute 2012 – 2013.

La Dott.ssa Antonelli ha offerto, nel suo lungo intervento, un mare di conoscenze sul tema HIV-AIDS. Tra le tante ci teniamo a ricordare che il virus HIV, Virus dell’Immunodeficienza Umana, è un retrovirus, cioè un virus a RNA, che attacca alcune cellule del sistema immunitario, indebolendolo fino ad annullare la risposta contro virus, batteri, protozoi e funghi.

La distruzione del sistema immunitario causa una sindrome che si chiama AIDS. Una persona affetta da AIDS è maggiormente esposta alle infezioni.
Quindi c’è differenza tra aver contratto il virus dell’HIV e aver sviluppato la sindrome dell’immunodeficienza acquisita (AIDS).
La Dottoressa Antonelli si è molto focalizzata sull’importanza del test HIV (anonimo e gratuito) attraverso il quale si può diagnosticare quanto prima l’infezione da HIV così da poter permettere, attraverso la somministrazione di farmaci anti-retrovirali, una vita lavorativa, sociale e affettiva del tutto normali. La terapia retrovirale però non sconfigge il virus, lo inibisce soltanto. Qualora si sospendesse la terapia il virus dell’HIV tornerebbe a svilupparsi. Purtroppo queste terapie non sono esenti da effetti collaterali anche gravi, quindi bisogna sempre ricordare quali sono le vie di contagio, ossia i rapporti sessuali, le droghe (attraverso lo scambio di aghi infetti) e la trasmissione dalla madre infetta al bambino.
Altre informazioni cruciali offerteci della Dottoressa sono che l’HIV non è presente nel sudore, nelle lacrime e nella saliva, mentre è presente nel sangue, secrezioni genitali e nello sperma; le mucose (bocca, congiuntive degli occhi, mucose genitali e anali) possono far passare l’HIV. Quindi se lo sperma infetto viene a contatto con queste mucose può avvenire il contagio da HIV; non ci sono categorie di persone a rischio, siamo tutti a rischio! Sono i comportamenti a metterci a rischio.

Immagini del Ministero della Salute

Immagini del Ministero della Salute

Infine ci è stato fornito un quadro epidemiologico dell’HIV in Italia e in Abruzzo: dal 2008, abbiamo un registro, con dati criptati e quindi del tutto rispettoso della privacy, che ci aiuta a comprendere la situazione dell’infezione da HIV. Ai dati del registro vanno sommati i dati del sommerso, cioè tutte quelle persone che non sanno di essere sieropositive. Si stima quindi che in Italia ci siano circa 150.000 persone sieropositive; nel solo 2012 sono state segnalate 3853 nuove infezioni di cui il 79% di sesso maschile.

In generale, in riferimento alla modalità di trasmissione del virus, come visibile nell’immagine, l’unica che è realmente in aumento è quella del MSM (Maschio Sesso con Maschio). Ciò ci indica che all’interno della comunità omosessuale l’attenzione nei confronti delle malattie sessualmente trasmissibili è molto calata.
In Abruzzo abbiamo 3 casi di infezione ogni 100.000 residenti, 41 nuove infezioni da HIV nel 2012; i casi di AIDS, quindi di malattie conclamate sono stati 10.

Il presidente dell’Arcigay ha letto alla platea il resoconto scritto dal volontario Dott.re Adelio Iezzi del report del progetto “Pratiche Positive. Interventi di contrasto alla discriminazione e all’esclusione dei pazienti LGBT con infezione da HIV in ambito sociosanitario”
La ricerca “Pratiche Positive” è composta di due indagini: la prima condotta su un campione di 800 operatori sociosanitari e la seconda su 500 persone sieropositive su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo principale della prima ricerca era d’indagare gli atteggiamenti nei confronti delle persone sieropositive da parte degli operatori socio-sanitari. Un secondo obiettivo è stato quello di costruire un agile strumento di misura degli atteggiamenti nei confronti delle persone sieropositive in ambito sanitario. Nel secondo studio, invece, il focus principale erano le discriminazioni in ambito sanitario oltreché in altri ambiti della vita delle persone sieropositive.
Ben quattro persone HIV+ partecipanti alla ricerca su dieci hanno riferito che durante l’interazione con un operatore socio-sanitario si sono sentiti a disagio, mentre un partecipante su quattro ha riportato di essersi sentito trattato con disprezzo o superiorità oppure con un atteggiamento di evitamento. Dato ancora più triste è quel 17% dei partecipanti che sostiene di aver ricevuto un rifiuto di una prestazione sanitaria a causa della propria sieropositività.
Pratiche Positive HIV Arcigay
I dati non migliorano se si va ad indagare il comportamento di evitamento degli operatori sociosanitari nei confronti delle persone HIV+; il 10-15%, riporta atteggiamenti particolarmente negativi nei confronti delle persone sieropositive, cioè non le vorrebbero come vicini di casa, come collega e come utilizzatore dello stesso mezzo pubblico. L’atteggiamento di evitamento sale al 20 – 30% se la frequentazione con la persona sieropositiva diviene di tipo amicale o affettivo, all’80% nel caso di contatto ravvicinato, quale bere dallo stesso bicchiere.
La ricerca “Pratiche Positive” ha portato alla luce l’esigenza di formazione sul tema dell’HIV-AIDS anche tre gli operatori socio-sanitari.

Le due volontarie della Croce Rossa Italiana, Dott.ssa Iezzi e Dott.ssa Marchegiano ci hanno raccontato l’impegno dell’associazione cui fanno parte per informare la popolazione sul’HIV. Partirono proprio da loro, sei anni fa, i primi interventi sul tema dell’HIV della CRI di Lanciano.
Le attività si sono svolte prevalentemente lungo il corso di Lanciano, nelle scuole e nei pressi di locali quali discoteche e stabilimenti balneari con l’obiettivo di raggiungere, in prevalenza, le persone più giovani.
Le campagne della Croce Rossa Italiana hanno sempre cercato di essere d’impatto e divertenti; d‘impatto, attraverso l’ausilio di spot e immagini non edulcorate, e divertenti attraverso la rilettura di giochi come il twister, il cruciverba, ecc, in modo da far divertire le persone che volevano informare.
Le difficoltà principali riscontrate durante questi interventi sono i tentativi di censura. Molte spesso nelle scuole, ma anche durante gli stand in piazza, i volontari sono stati ripresi o comunque invitati a eliminare parole o immagini che secondo alcuni avrebbero potuto toccare la sensibilità altrui sottolineando come sul tema dell’HIV e della sessualità in genere ci siano ancora molto tabù.

L’incontro si è concluso con vari interventi del pubblico che si sono concentrati su due temi principali: l’educazione sessuale nelle scuole e l’accessibilità gratuita e anonima al test HIV

Da questa giornata, che ha visto il confronto tra diverse realtà che entrano in contatto, con modalità più o meno diverse, con il mondo dell’HIV, abbiamo compreso che oggi più che mai l’HIV-AIDS va sconfitta con la ricerca, ma soprattutto va affrontata con l’informazione consapevole rivolta soprattutto alle nuove generazioni, rendendole consapevoli dell’utilità del test HIV e del fatto che una sessualità responsabile è il primo strumento per la propria e l’altrui salute, e che l’uso del profilattico dovrebbe essere ormai un presidio imprescindibile.

Adelio Iezzi e Giuseppe Di Menno

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