La bandiera LGBT, così tanto difficile da riconoscere?

Foto dal sito Tempi.it

Foto dal sito Tempi.it

In questi giorni di noia natalizia, girovagando su internet, mi imbatto nel post di un mio amico ortonese in vacanza a Roma che esulta perché il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha arricchito via del Corso con luminarie raffiguranti la rainbow flag. La bandiera LGBT!
Guardando la foto da lui postata, mi viene spontaneo un sospiro arrendevole e proseguo il mio noioso pomeriggio online. Poco dopo, e nei giorni successivi, trovo sempre più foto caricate nel web di queste luminarie associate all’hashtag #LGBT.
Sono un tipo tendenzialmente pignolo su certi temi, ma anche molto ignorante, di conseguenza quando qualcuno non sa tendo a comprenderlo più che a giudicarlo e/o istruirlo, quindi lascio correre.
Non sono più riuscito a trattenermi quando ho letto ringraziamenti a Ignazio Marino per questo tributo alla lotta LGBT. Perché va bene se qualcuno confonde due simboli positivi tra loro (ci sto arrivando, tra poco vi svelerò l’arcano) ma ringraziare qualcuno, ancor di più se è una istituzione, per qualcosa che non ha fatto… beh, questo no.

Prima di iniziare ci tengo subito a sottolineare che il gesto fatto dall’amministrazione Marino è più che gradito! Non me la sto prendendo con lui, con nessuno in realtà. Anche perché se volessi farlo potrei annoiarvi raccontandovi le assenze (in)giustificate del sindaco di Roma alle iniziative della comunità LGBT (vedi il Gay Pride 2013, la fiaccolata contro l’omofobia nata dopo l’ennesimo suicidio di un ragazzo gay a Roma…) o raccontarvi di come fu l’amministrazione Alemanno (e ho detto tutto) a fare un tributo alla comunità LGBT illuminando le porte romane con la rainbow flag durante i dodici giorni di Europride del 2011.
No, non vi annoierò con questioni di amministrazioni locali lontane dal nostro territorio.
E non vi annoierò neanche raccontandovi di come il sito gay.it, uno dei principali siti di riferimento della comunità LGBT, non sia stato in grado di riconoscere la nostra bandiera o di come il giornale Tempi.it, quello cattolico, abbia scomodato il buon senso oltre a introdurre nella discussione la solita citazione biblica.

Prendo questo evento come pretesto per tediarvi cercando di raccontarvi cos’è, ma anche cosa non è, la bandiera LGBT in modo che possiate, spero, riconoscerla se non a colpo d’occhio almeno dopo una lieve riflessione.

Quella che ha illuminato via del Corso è la bandiera della Pace. E non la Rainbow Flag come molti credono. Come faccio a dirlo? Semplice. So contare, non sono daltonico e conosco la destra e la sinistra.

Ammetto che può essere facile confondersi, in fondo sono entrambe degli arcobaleni.
Arcobaleni come simbolo di armonia, di pace, ma anche di rinascita e unione delle differenze.
Eppure, nonostante il simbolo di base condiviso ci sono 3 grandi differenze che passano tra la bandiera della Pace e la bandiera LGBT:

1. la parola “Pace”, presente nella prima e assente nell’altra.

2. il numero di colori presenti nella bandiera: quella della pace ne ha sette, quella della nostra comunità sei.

3. la disposizione dei colori: nella bandiera della Pace i colori dall’alto in basso o da sinistra a destra sono: viola, blu, azzurro, verde, giallo, arancione, rosso; in quella LGBT i colori dall’alto in basso o da sinistra a destra sono rosso, arancione, giallo, verde, blu, viola.

Certo, quando la bandiera LGBT nacque, nel 1978, a San Francisco per mano dell’artista Gilbert Baker, il quale giustificò la sua scelta dicendo “L’arcobaleno è sempre stato un simbolo di liberazione … che calza bene con il nostro movimento perché ha colori, diversità”, essa aveva ben 8 colori (c’erano anche il rosa e l’indaco) poi per una serie di vicissitudini, prevalentemente di difficoltà nel reperire tutte le tonalità dei tessuti (per approfondimenti vi rimando a Wikipedia), i colori diminuirono fino ad arrivare ai sei colori attuali i quali hanno ognuno uno specifico significato:
rosso: la vita;
arancione: la salute;
giallo: il sole;
verde: la natura;
blu: l’arte;
viola: lo spirito.
I due colori andati perduti sono il rosa (la sessualità) e l’indaco (l’armonia).

 La Bandiera Arcobaleno (Rainbow Flag), conosciuta anche come Bandiera della Libertà (Freedom Flag) è ormai il simbolo che più rappresenta la comunità LGBT essa infatti, dove è esposta, indica in tutto il mondo un luogo gay o comunque gay-friendly e viene orgogliosamente esposta e sventolata, in special modo durante i “Gay pride” che si celebrano attorno al 28 giugno (data in cui si commemora la “rivolta di Stonewall”).
La Bandiera Arcobaleno con i suoi diversi colori vuole ricordare a tutti noi che la nostra è una comunità composta da una varietà di persone diverse tra loro ma tutte unite dall’orgoglio di appartenenza.
Tale orgoglio si fonda su tre punti:

1. la fierezza per ciò che si è;

2. la diversità come ricchezza;

3. l’orientamento sessuale e l’identità di genere come caratteristiche innate che non posso essere alteratente.

Spero che ora riusciate a riconoscere la nostra bandiera ma più di tutto spero possiate raccontare cosa essa rappresenta.

Fonti:
“Independence Gay” di Massimo Consoli, Massari Editore, 2000
Bandiera Arcobaleno
Bandiera gay, storia e significato di un simbolo di orgoglio e libertà
La nostra bandiera, la sua storia ed i suoi significati

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