A Chieti Grindr è inutile. Meglio GayRomeo.

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Home del sito gayromeo.com

(il sottotitolo di questo post sarebbe “Recensione non tecnica delle app cerca sco*ate”)

Appartengo a quella generazione di gay che ha potuto, anche se un po’ in ritardo, esplorare la propria sessualità protetto nel chiuso della propria cameretta, col pc davanti.
Per informarmi, fare domande, capire, avevo a disposizione San Google protettore degli ignoranti. Per masturbarmi non dovevo ripiegare sulle due paginette dedicate all’intimo maschile di quelle riviste di abbigliamento che riceveva mia madre ogni mese. Non dovevo andare dall’edicolante rosso come un peperone per comprare qualche “rivista a tema” o ripiegare sulle copertine delle riviste per soli veri uomini, io ho avuto Youporn, gaymaletube, xtube ecc ecc…
Per rimediare un po’ di sesso occasionale non dovevo entrare in qualche locale gay con il rischio di essere visto, non dovevo infrattarmi in qualche battuage. Per non parlare di come cercare amici e/o fidanzati gay. Per queste cose la mia generazione ha avuto i siti d’incontro.
Molti li definiscono “i supermercati” perché siamo tutti lì, in vetrina, con o senza confezione, pronti a farci valutare davvero come fossimo pezzi di manzo o scatole di minestra esposti tra bancali e scaffali.

Piccola divagazione: a quelli che snobbano questi siti o peggio biasimano gli utenti proprio perché siamo lì esposti, solitamente rispondo che non mi sento meno in vetrina di quando vado a ballare, all’università, a fare la spesa, a bermi una cosa con gli amici. Ogni occasione è quella giusta per incontrare qualcuno.
“Eh, ma lì cercano solo sesso, è un carnaio virtuale, peggio di una dark room”. Bugia! Sta a noi capire cosa vogliamo ed evitare quello che non vogliamo. Su certi siti si trova di tutto, magari la maggioranza cerca sesso, vero, ma è altrettanto vero che c’è chi cerca solo amici o addirittura una storia seria… e poi, pure quando adeschi qualcuno in disco alla fine, dove vuoi arrivare? E non prendiamoci in giro, su su!

Screenshot_2014-02-28-11-10-33Comunque, la morale sull’utilizzo di certi siti la lasciamo ad un altro post. Do per scontato che se sei arrivato fin qui a leggere è perché magari ti interessa capire qualcosa in più sulle app per gli incontri. Già perché, nell’era degli smartphone, a farla da padrone sono le app per incontri e i siti paiono ormai già passato remoto… paiono.
Le app, a differenza dei siti, ti forniscono la possibilità di cercare e trovare il più vicino tra i pezzi di manzo e le scatole di minestra, così, oltre al costo dei condom, potrai già calcolare anche il costo della benzina che impiegherai per venire (il doppio senso è voluto).
Ce ne sono così tane di app che la memoria del mio telefono non ce la fa a contenerle tutte. Ma una buona parte di esse le ho nella mia cartella “Passività” sempre pronte ad assere attivate (naturalmente io ho tutte versioni base. Ho a malapena i soldi per farmi una ricarica al mese figurati se spendo soldi per le versioni pro).

(Nel parlarvi di quelle applicazioni che ho scaricato e utilizzato in questi anni vi linkerò l’indirizzo del Play Store, quindi OS Android e, dove presente, il link del corrispettivo sito web)

GaylandsMi ha colpito molto, almeno sulla carta, l’idea dei creatori dell’app Gayland.
Gayland è praticamente un facebook dedicato ai gay esiste sia la versione web che la versione app (che in realtà è la versione mobile del sito). Un luogo virtuale dove poter cercare, interagire e conoscere nuove persone con la stessa buona dose di egocentrismo che ti assicura facebook.
Già lo so che molti di voi stanno girando gli occhi al cielo e pensando “ecco, la solita ghettizzazione”. Sì, forse. Eppure quante volte è capitato anche a voi di voler condividere un articolo, un post, una foto, uno status e ci avete ripensato perché “se lo vede mamma che pubblico la foto di questo seminudo col pacco duro?”, “poi il mio collega domani mi fa le battutine”? Oppure quante vostre condivisioni su facebook hanno la privacy riservata per alcuni gruppi (vedi “familiari”, “lavoro” ecc ecc)? E se pure così non fosse, se pure voi tutti ‘sti problemi non ve li faceste, che male c’è nell’aggregarsi, (e non “ghettizzarsi”, che è diverso) con chi ti somiglia?
Comunque l’app è poco fluida, è frequentata da pochissimi utenti e quindi per ora non ha raggiunto il suo obiettivo. Inoltre, l’abbondanza di profili falsati con foto di peluche, quadri, testemozze ecc ecc rende quasi inutile l’app. Tanto vale riuscire a beccare quei due, tre gay che hanno tra gli amici FB tutta la fauna gay del territorio, anche quelli non dichiarati, e tramite loro contattare nuove persone (probabilmente quello della zona di Chieti sei tu. Sì, tu che stai leggendo. Tranquillo, non farò il tuo nome 😛 )

ScruffScruff a quanto mi si dice in America spopola. Qui un po’ meno. Un vero peccato. Ottima app. Buone funzionalità, possibilità di creare un profilo ricco e completo, vi è anche la possibilità di inserire le informazioni sul proprio stato sierologico. Unica pecca, a mio parere, è la presenza di una sola foto nel profilo. Certo, poi ne puoi spedire altre in chat, ma chiunque abbia avuto un minimo di esperienza coi siti/app d’incontro sa che tra tutte le foto di un profilo è quella più brutta a rappresentare meglio l’utente (anche il sottoscritto, sia chiaro) e con la possibilità di mettere una sola foto pare ovvio che metti quella dove sei uscito, stranamente, minimamente carino e, nonostante io non mi ponga il problema di dire, educatamente e col sorriso, “non sono interessato” vorrei evitare di contattare la chiunque per scoprire se almeno fisicamente può interessarmi.

GrowrlSu Growlr non spendo troppe parole. Molto simile, in quanto a funzionalità, a Scruff solo che essendo prevalentemente dedicata a bears e amanti dei bears, l’utenza decisamente è inferiore. Interessante è la presenza della sezione “eventi” da consultare per trovare feste, discoteche, aperitivi, gruppi di lettura… ma tanto in queste zone gli eventi friendly pochi sono e sappiamo già quali sono e comunque non credo converrebbe investire soldi per pubblicità su questo mezzo visti i pochi fruitori.

BearwwwPer rimanere sul tema bear esiste la versione app del sito Bearwww, che va usata in modo complementare al sito. Il sito non offre la ricerca degli utenti “vicini” l’app sì. L’app non permette di vedere tutte le foto dell’utente, il sito sì. Il sito non permette di vedere gli ultimi visitatori, l’app sì… uno sbattimento enorme ma qui l’utenza è veramente ursina e non corri il rischio di beccare, come capita in altri luoghi virtuali, l’utente per il quale l’orso è solo quello marsicano disegnato sui cartelloni del parco d’Abruzzo. Anche qui è interessante la sezione “Facilities” dove si possono trovare alberghi, B&B, feste, locali ed eventi dedicati alla popolazione orsa. Utile per chi viaggia molto.

BenderIn Bender, rispetto a Scuff e Growlr, si trova qualche profilo nuovo. Sarà forse quel sottotitolo che chi ha creato l’app ha dato al prodotto? “Bender – gay, bisex, tipi curiosi”. Ho la sensazione che sia più facile per alcuni scaricare un’app che esplicitamente si rivolge a queste categorie che una dedicata a soli “gay”.
L’applicazione in sé sembra buona, escluso qualche messaggio smarrito nell’etere. Anche qui  le informazioni di profilo sono poche e non possiamo neanche vedere chi visita il nostro profilo se non attraverso la versione pro.

BrendaQuesta stessa applicazione esiste anche in versione lesbica, si chiama Brenda. Credo che a cambiare sia solo il colore dello sfondo… magari qualche lesbica o bisex potrebbe dirci cosa ne pensa nei commenti.

HornetHornet risolve il problema dell’unica foto profilo. Qui posso inserirne più d’una e posso renderne private alcune che sbloccherò solo a chi “eventualmente” ne farà richiesta. Sicuramente la grafica lascia molto a desiderare ma l’app è chiara, pulita, senza fronzoli. Hornet FotoOltre a poter inserire il proprio status sierologico qui possiamo addirittura riportare la data dell’ultimo test (ricordiamoci sempre di non prendere tutto per oro colato quel che leggiamo in questi profili). Il vero dramma, e qui veniamo al vero succo del discorso, è come gli utenti usano questa app. Manco un “ciao”, possiamo dire addio all’ormai obsoleto “a o p?”, figuriamoci poi il “cosa cerchi?”. Qui si va dritti dritti alla richiesta di accesso alle foto private come se facessi vedere le mie grazie a chiunque ne facesse richiesta, tzè. Sono uno di quelli che risponde a tutti e sempre col sorriso, ma questi che vogliono solo vedere le altrui nudità non li degno manco di un “vaffanc*lo”

GrindrE poi ce lei. La capostipite, la più famosa. La più citata. Quella che pure Tiziano Ferro e Daria Bignardi usarono in diretta nazionale: Grindr, l’inutile. Anzi, forse, la sua utilità è solo quella di essere diventata top of mind. La cito per far capire di cosa sto parlando a chi non conosce bene il mondo delle app gay. Un po’ come dire “nutella” per intendere “crema di nocciole” o “mooncup” per dire “coppetta mestruale”. O forse, e stendiamo il famoso velo pietoso, è utile solo per fare i galletti sui gruppi segreti di FB o su TW con gli screenshot delle conversazioni dove dietro uno schermo, con uno sconosciuto, abbiamo tirato fuori il massimo della nostra acidità che Ursula de La Sirenetta, in confronto, pare la dolce nonnina di Cappuccetto Rosso.
Grindr racchiude tutti i difetti delle altre app. Non puoi vedere chi ti ha visto, puoi inserire una sola foto profilo, i messaggi persi non si contano, le notifiche non ho ancora capito come attivarle… ma il problema più grande è, ancora, come la si usa.
Qui a Chieti l’utenza è bassa, sempre i soliti volti siamo e, anche se non esplicitato come per altre app, l’utenza dà l’impressione di essersi auto selezionata. La prevalenza sembra essere quella degli addominalicentrici. A farla da padrone tra le foto profilo sono addominali e pettorali che quasi ti fanno rimpiangere i pacchi di qualche anno fa su Romeo.
Per carità, nulla contro chi tiene fortemente al suo e altrui fisico, ma, per quella che è la mia esperienza, non appena si entra in Grindr i soggetti diventano improvvisamente più snob. Magari mi sbaglio, eh… ma sembra che proprio su grindr spadroneggino quelli del “oddio, questo indossa le mutande di D&J”, “no, questo, ha un brufolo figurati se gli rispondo”, “ha tre anni più di me, io coi vecchi non ci vado” e “si vede che non è iscritto in palestra, addio”.

GayRomeoE veniamo a l’unica applicazione che mi sentirei vivamente di consigliare. Romeo. Il sito per incontri gay più famoso ha figliato una bellissima app. Certo, graficamente molto scadente come il sito stesso, ma questi sono fronzoli. Le cose importanti sono il profilo completo e ricco di informazioni, la possibilità di inserire molte foto sia pubbliche che private, la possibilità di vedere chi ti visita, la ricerca dei “vicini”, salvare profili e conversazioni, inviare foto… Unica pecca l’impossibilità di modificare il profilo se non dal sito web. L’utenza? Ve lo devo pure dire? L’insieme degli iscritti di tutte le app precedentemente descritte più molti altri. Anche qui abbondano profili senza foto, o con foto profilo improbabili, anche qui gli snob non si contano, anche qui quelli che la conversazione è “ciao” “ciao” “ciao” e la chat è di un lento che coi piccioni viaggiatori Da Vinci e il suo prediletto facevano prima, ma almeno non è solo questo.

Basterebbe solo il numero degli iscritti per farmi cancellare tutte le altre app e tenere solo Romeo.
Tutte le altre app sono superflue e ridondanti perché qui, parliamoci chiaro, tra Chieti, Ortona, Lanciano, Vasto e dintorni… ma mettiamoci pure Pescara, abbiamo davvero bisogno di sapere quanti chilometri ci separano da uno? Non ci basta chiedergli di dov’è è già sappiamo quanti minuti di macchina ci vogliono per raggiungerlo? La macchina la dovremo prendere comunque che siano 5, 10 o 25 chilometri.
E poi, questa storia dei “più vicini” per quanto tempo la vuoi far durare? Basta qualche mese e, almeno in rete, li hai contattati tutti quelli iscritti e la ricerca o si ferma o si allarga sempre di più… esclusi certi periodi dell’anno. Già perché a ogni Natale, a ogni Ferragosto, tutte queste app si ripopolano, ritrovano nuova vita, nuova “carne da macello”. Arrivano i vacanzieri o tornano gli emigrati e, quell’utente a due passi da casa tua che era sempre offline in quei giorni lo ritrovi perennemente connesso alla ricerca di qualche turista che possa rinnovare la sua collezione di acquisti.
Anche quando siamo in giro, tra le vetrine del Megalò, per il corso di Lanciano, sotto il castello di Ortona, o sul lungomare di Vasto, quando accendiamo queste app non ci ritroviamo gli stessi volti di quelli che spulciamo quando stiamo sotto il piumone con una mano che si gela e l’altra che si sfrega?

Voi avete le mie stesse sensazioni su queste applicazioni? Le usate in altri modi? Ne conoscete altre?

 E per le lesbiche, oltre a Brenda, ce ne sono altre?

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15 risposte a “A Chieti Grindr è inutile. Meglio GayRomeo.

  1. sarebbe carino scrivere un’antologia di incontri al buio effettuati….in giro ci sono anche psicopatici… a, non hai citato badoo che prevede anche gli “utenti di larghe vedute” tra le opzioni di orientamento sessuale.
    bell’articolo divertente: complimenti

    • Ciao Atropo,
      grazie per i complimenti 🙂
      Per quanto riguarda l’antologia degli incontri forse mi chiedi troppo e io chiederei troppo ai lettori. Scriverei la divina commedia 😀 Ma sicuramente stavo già pensando a una sorta di vademecum, piccoli consigli, per evitare di incappare in psicopatici di ogni sorta… prima o poi mi ci metterò a scriverlo 🙂
      Badoo… Mi stupisco ancora sia online 😛 Mi sono iscritto anni e anni fa, entrato due volte e mai più riaperto. Mi è proprio sfuggito. Dovrei riprenderlo. In effetti uno totalmente nuovo e che va alla scoperta del mondo gay probabilmente inizierebbe anche da lì…
      Grazie per i suggerimenti 🙂

    • Atropo se ti va di inviarmi le tue esperienze e pareri le leggerò volentieri. Magari qualche tua esperienza posso inserirla in qualche altro mio post 😉

    • Già… desolazione. Ma Romeo ha svolto una serie di indagini sugli utenti (qualche mese fa ci hanno tartassato con dei questionari online) proprio per osservare il parere dell’utenza in merito e magari fare pressione su i sistemi operativi per sbloccare certi contenuti… ma forse non hanno ottenuto successo 😦

  2. Ciao Adelio e complimenti per l’articolo, molto interessante e anche pieno di sana ironia. Tra le tante cose che non ho letto, o che magari non hai voluto mettere, c’è il problema (perchè per me di problema si tratta) del sempre più massiccia pratica del sesso a pagamento. Tu sei ancora giovane, ossia non credo sia un 20 enne ma nemmeno un 50 enne, per cui quelli della mia generazione se facevamo un incontro quasi mai, se non mai dovevano mettere in conto che il tipo….ti chiedesse i soldi. Oggi purtroppo, questa assurda e sconcertante moda (sarà la crisi, sarà la facilità che questi ragazzi hanno visto come fare soldi ecc ecc) ce sempre da chiedere…lo fai per soldi? e questo lo trovo davvero molto triste e in alcuni casi anche pericoloso (se ti imbatti in soggetti poco raccomandabili, e ce ne sono). Quasi quasi che era meglio ai miei tempi che si andava a “battere” (è brutto dirlo ma è stato cosi per generazioni) ai cessi delle stazioni ai giardini, nei cinema porno, nelle spiagge libere. Oggi non so se questi ragazzi, godono davvero del patos che un incontro auto auto ti dava, quel gioco di sguardi, quei sedili che si abbassavano lasciando intravedere la mano che cominciava a toccarsi, e tu dalla tua auto alzavi il collo per vedere dentro il suo abitacolo il pacco mentre se lo toccava, o di un incontro a un cinema porno della serie..ci sta..non ci sta..si tocca..non si tocca… che ricordi:-)) Oggi è molto triste venire a conoscere un 19 anni che già a quell’età lo fa per soldi. E poi si sa il danaro è una droga, una volta annusato..non lo molli più. che ne pensi?? Complimenti e un saluto dalle Marche

    • Ciao Luca, scusami se ti rispondo solo ora.
      Per me nella prostituzione non c’è nulla di male. Non riuscirei mai a farlo. Mi è stato proposto, in varie forme, ma non ci sono mai riuscito (ahimè 😛 ). Credo che ogni persona possa fare del proprio corpo quel che vuole. Il problema morale mi si pone quando mi chiedo se, a questi ragazzi a cui tu ti riferisci, è stata data, fornita, presentata un’altra strada. Se questi ragazzi hanno una scelta. Consapevole o meno. Il mio unico dubbio è lì.
      Se loro sono pienamente consapevoli di quel che fanno allora viva la loro voglia di lavorare 😛 (magari qualche legge in merito non guasterebbe).
      Per quanto riguarda “i tuoi tempi” non sei la prima persona che mi racconta certe storie. Ho conosciuto molti racconti dei bagni di Piazza San Giovani a Roma o del “buco”, sempre nella capitale dove ho vissuto per alcuni anni. Sono storie affascinanti e spesso eccitanti… ma che, tra le righe o in modo esplicito, raccontano anche quel che era la realtà omosessuale di quegli anni. Le vite nascoste, le paure indicibili e le bugie ei segreti opprimenti.
      Erano pochi quelli che riuscivano a vivere la propria omosessualità, ancor meno quelli che riuscivano a farlo in modo sereno… e quindi no, non vorrei mai si tornasse a quegli anni. (Di questo tema tra l’altro vorrei poter scrivere prima o poi, ma mi servono in effetti più racconti)
      Anche sul tema della prostituzione tramite i siti d’incontro ho sempre voluto scrivere un post. Quando ero ancora a Roma ho contattato una decina di Escort su Gayromeo per capire quale fosse il “tariffario” di media… forse da qualche parte ho ancora gli appunti.

      Tornando al discorso delle app… non so se le app dovrebbero fornire la casella da spuntare per specificare se si vogliono soldi o meno. Credo di no, anche se ci sto ancora ben riflettendo 🙂
      Grazie per avermi fatto venire il dubbio.

      Un abbraccio, e scusami per la risposta confusionaria 🙂

      Adelio.

  3. grazie per la risposta…(più rapida di una raccomandata postale) :-)) Il discorso sarebbe lungo, ma volevo precisare sul discorso sesso a pagamento, che io non ne faccio una questione morale, per me la morale è un altra cosa quasi mai legata al sesso ( rubare per me è molto peggio, per farti solo un esempio). Nel sesso per me non ce nulla di amorale, tranne alcune cose specifiche e indegne, che ben sappiamo e che condanno anche io e spero tutti. Sul discorso del sesso a pagamento, se uno lo fa a livello professisonistico, nulla da ridire, io so che quello lo fa per soldi quindi sta a me scegliere se andarci o meno, ma io mi riferivo alla gente comune, al ragazzo insospettabile del bar, al ragazzotto fidanzato con la tipa che “scopre” che andare con un maschio ci si sbecca anche qualcosa…oppure, situazioni più particolari ossia di quei bastardi (perchè sono dei bastardi) che magari prima non ti dicono nulla…. poi…..a sesso fatto ti dicono..ora però mi devi pagare, e ti auguro che no è facile trovare una soluzione diplomatica a quella richiesta inaspettata; dietro quella richiesta di danaro in quel modo…..ci può stare di tutto ( dal ricatto, dal tirarti fuori un coltello, dalla alzata di voce e magari sei in mezzo alla campagna..ecc ecc) quindi immagina quante situazioni spiacevoli si possono creare. però, se ci pensi.ok liberi di fare quello che uno vuole, pero…. che tristezza fare con uno che sai che lo fa per soldi, non trovi? Io per come sono fatto, se so che uno lo fa per soldi..nemmeno mi eccito, …e mi è capitato che magari poi ti dice..dai allora lo faccio gratis, neanche in questa soluzione riesco più a dire di si, essendosi rotto quell’incantesimo che un incontro sa dare. Infine; tu sei, come erano per me le precedenti generazioni che raccontavano le loro avventure degli anni fine 60, tutto il 70 e gli inizi degli anni 80 ( con l’epopea dei cinema a luci rosse) dove anche come dici tu erano vite nascoste, paurose e che non vorresti più che ritornassero. Poi sono subentrato io, che ho vissuto gli anni d’oro dalla metà anni 80, i mitici 90 inizi 2000….poi il cambio generazionale fino ai tempi moderni di oggi ( i tuoi, e i tuoi coetanei 20-30-38-40 enni) con internet che ha stravolt..ops..rovinat..ops…. cambiato tutto. Nel bene o nel male; nel caso di grindr….dovrebbero vederlo tutti gli omofobi della terra perchè solo cosi si renderebbero conto che i gay non sono solo quei 4 sculettanti figuri che la TV ci propina ( e che rovina l’immagine del vero mondo gay) ma che è un mondo di gente comune che potresti trovare al bar al mercato dal barbiere dal meccanico….sui treni ( hai fatto mai la prova di quanta gente cucca sui treni??) prova a fare un Milano-Roma in Freccia Rossa…o un Bari-Milano, o…visto che stai vicino…fati un giro alla stazione di Pescara e vedi quanta gente viaggia sui treni che transitano li geolocalizzandosi nei paraggi del transito del loro treno:-))) …… cosa impensabile 30 anni fa ( dove si cuccava con altri metodi) ecc. Scusa se sono stato lungo ma era un argomento che mi prendeva molto. Grazie di nuovo e tante belle cose. Luca

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