Raffaella Carrà icona Gay? Forse 30’anni fa, ora anche basta!

A quanto pare, ogni checca che si rispetti deve venerare lo star system, deve essere intriso di gossip, conoscere la storia sentimentale delle star più in voga, poterle difendere quando si incontrano bigotti che ritengono accettabili solo vip della categoria “impegnati” (tipo De Andrè), ma allo stesso tempo saperle criticare e riderci sopra quando ci si ritrova a spettegolare tra checche.
Ogni checca poi ha, tra la miriade di personaggi famosi, un idolo particolare, uno del quale deve parlare ogni trenta minuti altrimenti cominciano a verificarsi i seguenti sintomi:
– Aumento della frequenza cardiaca
– Sudorazione
– Confusione mentale
– Vertigini
– Nausea
– Difficoltà di respirazione
– Vampate
– Pianto
e tantissimi altri sintomi associabili all’attacco di panico!
Ma per riconoscere il vero idolo di una checca basta entrare nella sua stanza, dove tra i vari boa, le zeppe, le parrucche e paillettes troverete poster, cd, dvd, autografi, foto, pezzi di unghia, capelli e altri residui della star in questione. Potrete trovarli o sparsi per tutta la stanza, e questa sarà una checca che ha bisogno di essere pervaso dal suo idolo, oppure troverete un angolo della stanza invaso da oggettistica e foto varie dove la nostra checca si pone in ginocchio almeno tre ore al giorno pregano l’idolo stesso di poterlo incontrare.
In base a svariate “ricerche di mercato e socioculturali” (ma de che?) si è notato che buona parte della comunità LGBT canalizza la sua adorazione su un manipolo di stars. Queste vengono definite ICONE GAY!

[Quanto detto finora è naturalmente ironico. Se ti sei già fato/a girare gli attributi o, peggio, credi che quello appena letto sia la definizione di “gay”, ripassa il concetto di ironia. Sto scherzando sullo stereotipo del gay “checca” . I singoli componenti della comunità LGBT sono difficili, se non impossibili, da inquadrare in certi comportamenti e/o caratteristiche se non, appunto, quelle dell’essere L(esbiche) G(ay) B(sex) T(rans)]



Wikipedia definisce le Icone Gay come personaggi pubblici con ampio numero di ammiratori della comunità LGBT, un punto di riferimento per l’immaginario della cultura LGBT, altri aggiungono anche “punto di riferimento per la cultura LGBT” o “sono presi a simbolo del mondo gay” o ancora “che trasmettono i valori e difendono i diritti della comunità GLBT”

Sempre su wikipedia alla voce “Icona Gay” si trovano varie liste di icone… io ne conosco, per sentito dire, meno della metà! Tipo, chi è Adam Lambert?, Antonella e Michela?, e nelle icone italiane chi è Alessandro Terrin? (tranquilli l’ho cercato!!! Ammazza che gnocco… metto pure una sua foto dopo va!)… ecco delle icone italiane solo lui non conoscevo, ma scorrendo scorrendo la lista mi sono accorto di una grossa, paradossale, abnorme assenza che mi porterà a fa causa a Wikipedia. Come può non essere presente nella lista la Divina? Come mai non compare il nome della mitica Laura Pausini?
Ok, l’elenco è solo un pugno di star prese a esempio, ma davvero mi mettete le Lollipop, Fabio Cannavaro e non citate  Laura Pausini? ma dai…
Capisco che le Lollipop ci abbiano fatto sculettare sulle note di Down down down per mesi e mesi, capisco che Cannavaro ci abbia fatto sprecare chili e chili di clinex ma per la cultura LGBT, per la difesa dei diritti LGBT che hanno fatto? (magari qualcosa l’hanno fatto e io non lo so, illuminatemi), comunque, fin quando si tratta di ritenere icone gay certe persone solo perché amate da una certa parte di pubblico gay va anche bene. Il dubbio mi sorge quando vengono ostinatamente ritenute icone gay personaggi come Lorella Cuccarini, Patty Pravo e Raffaella Carrà.
Non è che io non conosca a memoria la coreografia de “La notte vola”, che non faccia il caschè in Tanti Auguri o non mi sveni cantando “Pazza idea”. Dal punto di vista artistico non si discutono (o quasi, la Carrà a Sanremo l’avrei nominata icona del trash dopo quelle esibizioni al limite dello scandalo) ma direi anche basta star a sentire quel che pensano, quel che dicono. Evitiamo di ritenerle e far credere loro di essere (ancora) icone gay.

Queste non possono essere (più) icone gay, ed ecco perché:

Lorella Cuccarini alla domanda “Favorevole o contraria alle nozze fra persone dello stesso sesso” ha risposto:

Contraria. Bisogna regolamentare le unioni, ma il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e un padre

Raffaellà Carrà mentre parlava con Linus e Savino di come è diventata icona gay e di come i gay non siano ancora del tutto accettati, se ne esce con:

 “Lo sono nel nostro mondo (accettati, ndr), sono i più simpatici, geniali e più divertenti. Senza togliere nulla agli uomini. Hanno quel tocco in più di femminile che te dici ‘madonna, bello, faccio anch’io questo’. Quindi io copio da loro

Patty Pravo in merito al Gay Pride:

Poi ognuno fa quello che vuole per carità. Però certe cose mi danno fastidio come quando gli omosessuali invadono le città con i Gay pride. E che me ne frega a me? Fate un po’ quello che vi pare. Qualcuno talvolta si presenta col nome e cognome e la caratteristica “gay”. E allora io cosa dovrei dire piacere Patty Pravo, etero?

Già, perché a mio modestissimo parere, il criterio principale per definire una star Icona gay è lo schieramento a favore dei nostri diritti, della nostra libertà, del nostro riconoscimento come persone che amano. Le star, come tutte le persone, sono libere di avere una loro opinione, ma noi LGBT dovremmo essere più coscienti e saper scegliere chi, agli occhi nostri e degli altri, deve essere considerato come una icona gay, una persona che in qualche modo ci rappresenta, una star che quando parla, facendo parte dell’immaginario LGBT, si rivolge e/o racconta il mondo LGBT.
Di errori di valutazione ne sono stati fatti molti. Il più clamoroso fu la consegna da parte di Arcigay del Pegaso D’oro a certa Iva Zanicchi (che all’epoca aveva interpretato in una fiction il ruolo di una madre con un figlio gay) o ancora quando Lorella Cuccarini, dopo le affermazioni di cui sopra, fu invitata al Muccassassina, concedendole così anche un palco dove ribadire il suo (non) essere “icona gay”.
E’ difficile, lo so. Come si fa a decidere chi può essere icona e chi no? Io, per esempio, mi trovo in difficoltà nel definire Laura Pausini “icona gay”. Si è più volte espressa contro l’omofobia (qui qui qui qui e anche in tempi non sospetti) e pro l’amore in tutte le sue forme (qui e qui) e per questo la ringrazio, ma che io sappia su adozioni e matrimoni (e quindi piena equiparazione e riconoscimento dell’amore gay) non ha mai detto nulla e fin quando non espliciterà chiaramente il suo pensiero in merito continuerò a non definirla icona gay nonostante grazie all’amore comune per lei ne ho conosciti di ragazzi…
Patty Pravo in merito al gay pride ha, dopo le polemiche, magicamente, cambiato idea.
Per molti Raffaella Carrà si è ripulita dalle polemiche derivanti dalle affermazioni di cui sopra attraverso questo tweet

Tweet Carrà Matrimoni gay
La Raffa non si è mai sposata col suo amore storico Japino ed è questo che per molti giustifica il suo non ritenere fondamentale il matrimonio in generale e quindi anche quello gay. Io potrei anche maliziare e dire che è facile non ritenere fondamentale il matrimonio quando non ha troppi problemi di assegno di reversibilità, riconoscimento genitoriale di eventuali figli del partner, tutelarti per una eventuale separazione perché magari, tra i due, sei tu quello che ha lasciato il lavoro per occuparti della casa… 
Sarò pesante, ma per me una vera icona gay avrebbe cinguettato più o meno così: “Il matrimonio in amore non è essenziale. Ma io ho il privilegio di scegliere, altri no”

Ripeto: la Carrà ha il diritto di dire, fare e pensare ciò che vuole. Non critico il suo pensiero. Critico noi. Noi comunità LGBT e non solo, noi blogger, twitteri, giornalisti, festaioli, camionisti, studenti, operai… noi che la chiamiamo “Icona Gay” quando, oltre a farci scheccare come poche, per la comunità LGBT non fa molto altro. Anche perché oggi non siamo più negli anni ’70 dove basta un velato messaggio (che per molti è solo una leggenda) in “Scrandra la mela” per diventare eroina. Oggi serve ben altro per sensibilizzare e informare… ma appunto, la Carrà, è una di quelle persone che vanno informate e sensibilizzate sul tema, di certo non può essere una nostra icona. La Carrà non può stare al di qua della linea, certo neanche di fianco a Giovanrdi, ci mancherebbe, ma essere gay, cara Raffa, non ci rende automaticamente divertenti, sensibili, geniali o quel che ti pare. I gay, semplicemente, amano persone dello stesso sesso. Niente di più, niente di meno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...