Il Gruppo Giovani dell’Arcigay, uno strumento non terapeutico per contrastare le omofobie

L’intervento di Adelio Iezzi, Coordinatore Gruppo Giovani Arcigay Chieti, al convegno “Omosessualità e falsi miti – La psicologia risponde” Tenutosi presso l’università G. D’Annunzio di Chieti – Pescara

Brainstorming del Gruppo Giovani Chieti sul senso di appartenenza

Brainstorming del Gruppo Giovani Chieti sul senso di appartenenza

Il Gruppo Giovani dell’Arcigay, uno strumento non terapeutico per contrastare le omofobie

Il Gruppo Giovani è una delle attività che l’Arcigay si impegna a realizzare attraverso i suoi singoli comitati territoriali.
Storicamente questi gruppi sono nati spontaneamente all’interno dei circoli e sono poi diventati una struttura portante dell’attività della nostra associazione fino a sfociare, nel 2005, nell’istituzione di una rete giovani di livello nazionale atta a promuoverne una rete nazionale, di scambio, di partecipazione e di rappresentanza.
Il Gruppo Giovani è un gruppo di pari, un ambiente aperto, in cui è più facile esprimersi e trovare il modo per far conoscere la propria personalità senza barriere e ruoli prestabiliti che nascondono ciò che la persona vorrebbe essere ma non può far conoscere di sé.
Tali gruppi sono formati da persone con età compresa tra i 16 e i 29 anni che si incontrano ogni settimana per discutere dei più svariati argomenti, a partire dalle questioni legate all’orientamento sessuale, fino ad arrivare a questioni puramente ludiche.
All’interno del Gruppo Giovani, ogni membro (a prescindere dall’orientamento sessuale e dell’identità di genere) trova spazio per parlare, ascoltare e imparare ad ascoltarsi.
Il gruppo è guidato da un coordinatore, che propone di volta in volta le tematiche da trattare, ma dà anche spazio agli argomenti che i partecipanti vorranno affrontare.

Le interazioni che si verificano all’interno del gruppo giovani permettono alle ragazze e ai ragazzi di conoscere le strategie utilizzate dagli altri componenti del gruppo per affrontare problemi simili ai loro. Inoltre, il dialogo e le attività ricreative, offrono ai componenti del gruppo la possibilità di esprimere le proprie idee, opinioni e valori, acquisendo così nuovi punti di vista.
Il gruppo giovani è inoltre un luogo di riorganizzazione del sé: ogni componente del gruppo riconosce le proprie difficoltà, i propri limiti e le proprie potenzialità; si auto definisce e si scopre osservando e confrontandosi con gli altri; impara a negoziare iniziative e responsabilità, sperimenta nuovi ruoli sociali, matura competenze di scambio e di comunicazione; apprende a cooperare e a competere, osservando se stesso in diverse situazioni. L’interazione con gli altri permette di scoprire nuovi modi di essere, nuovi sentimenti ed idee. Potendosi vedere anche come gli altri lo vedono, può scoprire aspetti sconosciuti della propria personalità.
Un’ulteriore funzione che il Gruppo Giovani assolve è quella di fornire un sostegno emotivo, in quanto esso soddisfa i bisogni di espressione sociale e di partecipazione. Il gruppo costituisce un’area di relazioni significative sotto il profilo dell’identità e gratificante dal punto di vista emotivo. Il tempo del gruppo è dato infatti dalla vita di relazione in sé e per sé. È un contesto di benessere affettivo vissuto come qualcosa di proprio
Oltre la crescita personale, il Gruppo Giovani soddisfa anche il bisogno di appartenenza ad una comunità in cui specchiarsi e confrontarsi e da cui ricevere riconoscimento, rassicurazione e sostegno.

Il Gruppo Giovani di Chieti è nato nel novembre del 2013 e si è concluso settimana scorsa e riprenderà le sue attività nell’autunno prossimo. Durante questo primo anno abbiamo avuto la fortuna di accogliere fin da subito persone lesbiche, gay, bisex, etero e transessuali con un’età compresa tra i 17 e i 27 anni.
Un insieme di diversità che ci ha permesso di arricchire di punti di vista e di esperienze le nostre discussioni.
Dopo un primo incontro di presentazione e conoscenza il gruppo è immediatamente passato alla discussione di temi quali l’orientamento sessuale, la sessualità, i diritti delle persone LGBT, l’omofobia, ma anche di temi non direttamente connessi alle tematiche LGBT, come la droga, le disabilità, le modalità di approccio all’altro ecc…

Di tutte le sfaccettature che il gruppo giovani raccoglie in sé oggi vorremmo soffermarci maggiormente su come il gruppo giovani possa essere una risorsa di tipo non terapeutico per contrastare le omofobie.

Omofobia
L’omofobia è un atteggiamento di disgusto, intolleranza, avversione e rabbia nei confronti di persone omosessuali e bisessuali. Si basa su stereotipi e pregiudizi che determinano la messa in atto di comportamenti discriminatori a veri livelli, che vanno da una generica chiusura, al rifiuto, fino a forme di espressione più violente.
Compito del Gruppo Giovani è anche quello di contrastare il continuo riproporsi degli stereotipi, che sono opinioni su una classe di individui, di gruppi o di oggetti, precostituite, concepite prima dell’esperienza e/o della conoscenza, e dei pregiudizi che sono un’anticipazione acritica di un giudizio sia dal punto di vista cognitivo che emotivo (Galimberti).
Attraverso la discussione, il confronto e l’utilizzo di esperti, come i professionisti di Altra Psicologia, ma anche infettivologi per i temi dell’HIV-AIDS, nelle giornate di carattere formativo del gruppo giovani, si va a contrastare questo riproporsi di idee preconcette e di pregiudizi nei confronti dell’omosessualità e dell’identità di genere dando ai ragazzi e alle ragazze un luogo dove trovare quelle conoscenze che permettono di sfatare miti e leggende sul mondo LGBT

Omofobia interiorizzata
L’Arcigay sa come l’adolescenza sia caratterizzata dal proseguimento dello sviluppo dell’identità sessuale e da sentimenti di esplorazione e sperimentazione, che si traducono nel bisogno, citando Isay, di stabilire una distanza fisica ed emotiva tra sé e i propri genitori e di cercare l’approvazione e i valori dei coetanei che diventano per l’adolescente sempre più importanti.
Così come tutti gli adolescenti, gli adolescenti omosessuali sono particolarmente tesi ad esprimere la propria curiosità sulla sessualità.

Post di Forza Nuova Abruzzo contro le persone Omosessuali

Post di Forza Nuova Abruzzo contro le persone Omosessuali

A differenza dei loro pari però, agli adolescenti LGBT questo periodo può risultare particolarmente angoscioso: nella maggior parte dei casi essi entrano nello stadio adolescenziale con un senso di colpa superiore a quello dei ragazzi eterosessuali, in quanto avvertono che i loro impulsi e le loro sensazioni sessuali sono differenti da quelli provati dai membri della propria famiglia e dai loro coetanei. Spesso l’autostima di questi adolescenti è già stata colpita dal rifiuto dei genitori, di amici, dalla percezione e definizione che loro hanno sviluppato di sé stessi come “diversi” e dall’interiorizzazione dei pregiudizi e dei preconcetti sociali, dovuti anche al non facile reperimento di informazioni attendibili e modelli positivi a cui fare riferimento.
Tutte queste esperienze e vissuti possono portare allo sviluppo di una omofobia interiorizzata.
Con riferimento agli scritti della Prof.ssa Montano, con l’espressione omofobia interiorizzata ci si riferisce alla presenza nei gay e nelle lesbiche di atteggiamenti negativi nei confronti dell’omosessualità, cioè verso gli atteggiamenti omoerotici, i comportamenti omosessuali, le relazioni tra le persone dello stesso sesso, l’auto definizione come gay e lesbica. E, come aggiunge Graglia, ci si riferisce soprattuto ad un processo inconsapevole e automatico di adozione dei significati negativi dell’omosessualità condivisi in un determinata cultura.
Numerosi studi dimostrano come l’omofobia interiorizzata possa causare disagio psicologico, sfiducia e isolamento, evitamento e difficoltà nelle relazioni intime e affettive, disfunzioni sessuali, pratica di sesso non sicuro, uso di sostante, disturbo del comportamento alimentare, suicidio.
I vissuti di senso di colpa, di vergogna, la sfiducia di sé, che caratterizzano l’omofobia interiorizzata limitano la capacità di socializzazione, dell’uso delle proprie risorse e la possibilità di chiedere aiuto. L’incubo dalla propria esclusione da una vita normale e di riconoscimento e apprezzamento degli altri, nonché di paura di non realizzarsi sul piano affettivo è il motivo di turbamento e quindi della difficoltà a collocarsi nel mondo e nel proprio ruolo.
In tal senso il coinvolgimento sociale con altri gay/lesbiche è un aspetto necessario per l’integrazione dell’orientamento sessuale.
Il gruppo dei pari riveste una grande importanza nel processo di formazione e crescita dell’individuo: il gruppo offre accoglienza, protezione e riconoscimento per la nuova identità che si sta formando.

L’Arcigay riconosce nelle diversità un valore alto, che va coltivato e protetto. Lo scoprirsi diversi, perché essere omosessuali o bisessuali è differente dall’essere eterosessuali, impone all’adolescente il compito di porsi delle domande in merito a questa, e non solo questa, diversità. L’adolescente dovrà attivarsi al fine di trovare esperienze, racconti, risposte, che possano soddisfare la sua naturale voglia di comprensione, esplorazione, conoscenza e “autoconoscemza”.
In tal senso il Gruppo Giovani si rivela uno di quei luoghi che permette di essere accolti, sostenuti e che permette il confronto e l’incontro tra le persone ottenendo così due aspetti fondamentali (Del Favero – Paolomba):

Carro dei Gruppi Giovani Arcigay all'EuroPride 2011

Carro dei Gruppi Giovani Arcigay all’EuroPride 2011

1: permettere al singolo di incontrare l’umanità, il calore, la diversità di altri omosessuali che gli consente di sostenere la sua diversità e renderla autentica esperienza di vita. Lo sperimentare il calore i desideri i progetti che una relazione umana comporta, con tutte le delusioni e fatiche che la vita riserva a ciascuno, è ciò che permetterà ad un gay o ad una lesbica di “normalizzare” la sua specificità.

2: Inoltre nel momento in cui i gay e le lesbiche si organizzano come un gruppo sociale, e si affermano nella società, la loro visibilità umana accelera i processi di integrazione nel contesto sociale e di accettazione del resto della comunità.

Riferimenti Bibliografici

Arcigay Torino – I Gruppi Giovani

Del Favero – Palomba, Identità diverse. Psicologia dell’omosessualità, 1996

Galibmerti, Le Garzantine – Psicologia, 2005

Graglia, Psicoterapia e omosessualità, 2009

Isay, Essere omosessuali, 1996

Lingiardi, Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale, 2007

Montano, L’omofobia interiorizzata come problema centrale del processo di formazione dell’identità omosessuale, 2007

 

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