Will e Grace VS Queer as Folk. Chi ha fatto la storia?

Immagine in Wikipedia.it

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L’America è sempre un passo avanti?
Sempre non lo so, ma intanto il National Museum of American History ha aperto un archivio della storia americana a tema LGBT.
La curatrice Katherine Ott in merito ha dichiarato: “La cultura LGBT non è analizzata e compresa nella maniera critica con cui la si dovrebbe affrontare. Quindi, per noi, dar vita a una collezione simile significa rendere ancora più completa la storia di questo paese”
E come darle torto?
Tra le varie cose inserite nell’archivio ci sono anche alcuni oggetti di scena e copioni della sitcom “Will&Grace”.
Leggere di questa notizia mi ha fatto ripensare ad alcune dichiarazioni rilasciate qualche tempo fa, era il lontano 2010, da certo Eric McCormack (che ha la stessa età di mia madre… e quindi tutti i miei pensieri poco pudici su di lui potrebbero essere “incesto”), il famosissimo e amatissimo Will di Will&Grace, affermò affermato in merito alla sit com che lo ha reso stra-popolare quanto segue: “Non eravamo esclusivamente uno show per la comunità gay, bensì magari un inizio per qualche incursione per l’America. Così, mentre Queer As Folk e altri programmi simili potevano essere stati più rappresentativi della comunità gay, soprattutto nelle città, non penso che ci sono molti ragazzi gay che potrebbero dire: ‘Siccome i miei genitori vedevano Queer As Folk, ho avuto il coraggio di fare coming out’. È più probabile che ci sia qualcuno che dica: ‘Dato che mia madre amava Will Truman e pensava che Jack fosse divertente, ho avuto la forza di dirglielo quando avevo 15 o 17 anni’ e lo show ha rotto molte barriere“.

Naturalmente, così come dovrebbe essere per ogni checca degna di tale nome, io ho seguito assiduamente sia W&G che Queer as Folk.

Will&Grace nelle sue otto serie racconta la vita quotidiana di due gay e di due etero di New York.
I due gay sono un avvocato di successo non sempre fortunato con gli uomini (Will) e una checca isterica (Jack) che cerca di fare l’attore ma in realtà non lavora mai (e detto tra noi, devo ancora capire come potesse permettersi una vita a NY).
Le due etero sono una isterica desainer ebrea (Grace) e una alcolizzata milionaria (Karen).
La storia ruota intorno ai due personaggi che danno il nome alla serie e alla loro amicizia.
La serie ha avuto un ottimo successo in Italia tanto da riproporla per ben tre volte (escluse le messe in onda sulle reti digitali)  anche se la prova della prima serata è fallita… ma questo è probabilmente dovuto alla struttura della serie. Io non avrei nemmeno provato a mettere una sit com in prima serata, ma la mediaset azzardò

Immagine in imdb.com

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Queer as Folk invece penso sia meno popolare e non solo tra gli etero! Anche molti gay non sanno nemmeno cosa sia, purtroppo.
QaF (versione USA) racconta, nelle sue cinque stagioni, la storia di otto omosessuali:
Brian= il bello e dannato che vuole morire prima di invecchiare e che non sa amare… ma ben scopare;
Justin= ragazzo alle prese con le sue prime esperienze omosessuali che vive il dramma di essersi innamorato di Brian;
Michael= il classico bravo ragazzo che sogna l’amore e l’amore della sua vita è Brian;
Emmet= la classica checca, regina dei gay!;
Ted= lo sfigato che scarica le sue cartucce solo davanti a film porno e a chat erotiche perché non riesce mai a rimorchiare nessuno se non un tossico.
Lindsay e Melanie= due lesbiche che hanno un figlio dal seme di Brian.
Ben= (dalla seconda serie) professore universitario sieropositivo.
Poi ci sarebbero tutta una serie di altri personaggi come, per citarne una fra tutte, Deb, la madre di Michael, che è la frociarola per eccellenza!
La serie QaF non ha, e mai lo farà, raggiunto la popolarità di W&G per l’impossibilità di trasmettere una serie del genere (scene di sesso a bizzeffe, linguaggio sboccato, uso di droga e chi più ne ha più ne metta) su una rete mediaset, figuriamoci la Rai che in passato ha censurato “la montagna dei culirotti” in seconda serata ed infatti, la serie, è stata trasmessa, con varie vicissitudini, su Gay.tv, Jimmy e Iris.

Le due serie sono nettamente diverse. La prima caratterizzata dalla battuta facile e da quel cinismo leggero e divertente. La seconda profondamente meno politically corret, divertente, ma anche angosciate!
In breve W&G è un po’ quello che definiremmo una macchietta (e tanto di cappello, non sono uno di quelli che snobba e anzi ringraziai che finalmente due froci fossero messi in onda durante l’ora della cena, o giù di lì), mentre QaF è decisamente più rappresentativa della vita gay.
Infatti la serie meno popolare tocca punti che vanno dal coming out, alle prime esperienze sessuali a quelle promiscue della dark room del BabYlon, passando per argomenti come l’omofobia, i pari diritti, l’Hiv, la sieropositività ecc ecc…
Per tutto questo, quando ho letto le parole di Eric ho storto un po’ il naso.
Naturalmente sto riportando la mia esperienza e il mio punto di vista, ma credo che per la comunità gay abbia fatto e possa fare molto di più QaF che W&G.
E’ vero che W&G ha portato davanti al grande pubblico due omosessuali, ma è pure vero che la loro storia non è quella di tutti noi gay; infatti le problematiche gay sono lasciate a margine, anzi spesso utilizzate solo per una battuta facile. Sarà anche vero quello che riferisce Eric e cioè che molti adolescenti si sono sentiti meno preoccupati nel loro coming out, ma credo fortemente che l’altra serie sia di gran lunga più utile alla comunità gay.
Io stesso sono uscito dall’armadio anche grazie al “sostegno” offertomi da QaF.
Non sapevo cosa volesse veramente dire essere gay. Non ne ero a conoscenza!
Scopavo coi maschi rimorchiati in rete, questo mi rendeva gay?
Mi masturbavo davanti a video di porno gay, questo mi rendeva gay?
Facevo le stesse battute di Jack e di Will, questo mi rendeva gay?
Probabilmente sì.
Ma di certo tutto questo non mi permetteva di essere consapevole e di avere piena coscienza della mia gaiezza.
Non conoscevo nessuno con il quale confrontarmi, con il quale esplorare le mie paure e i miei dubbi.
Nessuno a cui chiedere un consiglio fino a quando spunta fuori questo telefilm!
QaF non mi ha solo eccitato con la miriade di uomini nudi e scene di sesso, mi ha insegnato cosa vuol dire essere un gay solo e impaurito e anche come trovare sostegno nella comunità, quanto sia importante battersi, anche minimamente, per i propri diritti negati (non sapevo nemmeno di averne), mi ha insegnato che il Pride non è solo la manifestazione dell’orgoglio gay, ma anche una manifestazione che punta a rivendicare i nostri diritti, mi ha insegnato la differenza tra avere l’HIV ed essere malti di AIDS, mi ha insegnato fin dove si possa spingere l’omofobia, mi ha insegnato che gli omofobi spesso siamo noi stessi LGBT, mi ha insegnato che io stesso, senza saperlo, sono stato vittima di omofobia.
In poche parole mi ha fatto capire che faccio parte di una comunità, quella LGBT!
Prevalentemente grazie a questo telefilm sono riuscito a non aver più paura di essere gay, sono riuscito a diventare orgoglioso della mia gaiezza, tanto orgoglioso da volerlo gridare al mondo.

Eric non ha torto nel dire quel che dice, ma nel paragone che vuole andare ad indagare l’effetto delle due serie sulla comunità LGBT e su tutta la popolazione non si può non considerare la diversità di accesso e fruibilità dei due programmi.

immagine in Lezpop.it

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Ad oggi, a quasi dieci anni dagli uliti episodi sia di QaF che di W&G, dove non sei un telefilm se non hai un protagonista gay e se non tratti le tematiche LGBT (alla faccia di chi crede che i media descrivano ancora i gay solo tramite le macchiette), credo che la questione sia ormai relegata al passato, passato che ha fatto la storia, la nostra storia!

Oggi forse dovremmo iniziare a chiederci quale tra i mille Modern Family, Glee, True blood, Chimica o Fisica, Orange is the new balck, Tutti pazzi per amore, Vicious o I Cesarini (sta per arrivare il personaggio gay)… abbia le maggiori pecche e carenze nel racconto del mondo LGBT.

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