We stand with #Orlando

13413544_596963880477868_8613137703254416209_nLe associazioni Arcigay Chieti, Arcigay Pescara, Arcigay Teramo e Jonathan – Diritti in movimento organizzano per venerdì 17 giugno alle 21 in Piazza della Rinascita (piazza Salotto) a Pescara una veglia e fiaccolata in memoria delle vittime della strage dello scorso 12 giugno a Orlando in Florida dove si è consumata una tragedia senza precedenti per la comunità LGBT internazionale.
Invitiamo la cittadinanza e le istituzioni ad intervenire portando a testimonianza di solidarietà una candela che sarà accesa in piazza mentre verrà letto il documento ufficiale dell’evento seguito dai nomi delle vittime dell’attentato, e dagli interventi delle associazioni partecipanti e sottoscriventi.

La comunità lgbt e la parte sana del nostro Paese devono reagire con forza alla tragedia,
sottolineando la propria visibilità, specialmente nel mese di giugno ormai noto per essere
diventato il mese dell’orgoglio lgbt, lottando con forza perché non si perda di vista il vero motivo della strage, ovvero un durissimo affronto alla comunità gay lesbica transessuale e bisessuale tutta, mentre la stampa nazionale ed estera tenta in tutti i modi di distogliere l’attenzione dal focus della tragedia bollandola solo come attentato di matrice religiosa o addirittura ignorando l’avvenimento.

Tutto il mondo è stato scosso dalla notizia drammatica che veniva dalla città statunitense dove 50 persone hanno perso la vita e altrettante sono rimaste ferite durante l’attacco armato di un folle omofobo in una discoteca frequentata dalla comunità lgbt locale. L’avvenimento orribile della notte tra sabato e domenica scorsi è stato giustamente definito l’11 settembre del mondo omosessuale, sia per la ferocia e l’alto numero di vittime, sia per la matrice di odio omofobo e religioso nei confronti del mondo occidentale e dei suoi valori di libertà e tolleranza. Per un paio di giorni la notizia è stata al centro dell’attenzione con racconti di storie strazianti di una madre che ha sacrificato la propria vita per difendere il figlio nella discoteca, di giovani fidanzati ammazzati poco prima del loro matrimonio, di un altro ragazzo che ha salvato il proprio amore spingendolo via dall’uscita del locale rimanendo purtroppo ucciso egli stesso prima di trovare la salvezza. I
notiziari e i social hanno raccontato quei momenti drammatici, gli investigatori hanno passato al vaglio le frequentazioni e i familiari dell’omicida, le sue dichiarazioni di sostegno ai fanatici terroristi religiosi dell’IS. Eppure l’attenzione della pubblica opinione, diversamente da altri episodi di attacchi terroristici è subito diminuita; ci si aspettavano molte più dichiarazioni “Je suis gay” analogamente a quanto accadde per Charlie Ebdo, il Bataclan e l’aeroporto di Bruxelles. Il Vaticano con una nota ha espresso un generico cordoglio per le vittime, sebbene senza mai nominare le parole “gay”, “omosessuale” o “comunità lgbt”.
Qualcuno ha perfino tacciato di vittimismo il mondo lgbt per il proprio lamento di dolore, poiché le vittime, a detta di alcuni, prima di essere omosessuali sarebbero state esseri umani e dunque la distinzione sarebbe superflua; queste considerazioni sono solo parzialmente condivisibili poiché l’attacco guarda caso è stato condotto proprio in una discoteca frequentata quasi esclusivamente da avventori lgbt. Inoltre sembra di capire dalle testimonianze che il mostro omicida fosse stato spinto proprio da odio omofobico.
Le associazioni che fanno capo al mondo omosessuale in questi ultimi anni si sono battute fino allo spasimo per chiedere misure a contrasto dell’omofobia, del bullismo, della discriminazione, e oggi nell’assistere a questa strage che ci addolora e ci getta nella disperazione, gridano con ancora più vigore la loro richiesta di provvedimenti che finalmente mettano nero su bianco che l’omofobia non è e non può essere un’opinione, e che nell’anno 2016 non si può dare asilo a considerazioni di odio e discriminazione perché semplicemente l’umanità non può più sopportare ancora tale livello di disprezzo fomentato dalla religione e dalla politica.
Purtroppo constatiamo che c’è un lavoro molto duro di alfabetizzazione dei sentimenti e delle emozioni da fare nella società italiana e non solo: si sono letti sui social commenti alla notizia proveniente da Orlando da far accapponare la pelle, “opinioni” irriferibili di sostegno all’attentatore, frasi che provengono dalla distillazione dell’ignoranza sulla fiamma del fanatismo religioso e della paura ingiustificata del “diverso”.

Ricordiamo in questa circostanza che purtroppo Piazza Salotto appena pochi mesi fa è stata testimone di un episodio molto spiacevole, che alla luce di quanto accaduto addolora ancora di più pensando a quei ragazzi e ragazze orrendamente trucidati; poche decine di persone hanno sostato in piedi in quella piazza esprimendo silenziosamente il proprio odio nei confronti del mondo lgbt, trincerandosi dietro un non meglio precisato messaggio biblico-evangelico per tentare di condannare e contrastare (invano aggiungiamo noi) l’amore tra due persone dello stesso sesso.
Ecco noi vorremmo invece con la manifestazione di venerdì non solo ricordare i nostri fratelli e le nostre sorelle che piangiamo disperati, ma anche lanciare un messaggio di amore, amicizia e solidarietà.

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