Essere volontario

imageAll’indomani dell’ultimo evento di Arcigay Chieti prima delle vacanze estive non posso fare a meno di domandarmi se ne è valsa la pena usare del tempo per questa associazione. In un anno abbiamo fatto molto ed ho scoperto una sconosciuta passione.

È davvero facile lasciarsi muovere dalla corrente, a tratti perfino piacevole. L’abitudine a seguire obiettivi che hanno voluto altri per noi a volte impedisce di vedere ciò che vogliamo, ciò che ci appassiona, ciò che ti fa sentire vivo… quella sensazione nella pancia. L’hai mai provata? Ti sei mai chiesto se ciò che fai non sia limitato a te ma, in qualche modo, faccia parte di qualcosa di più grande?

Una volta lessi delle sardine. Piccoli pesciolini dalle squame lucenti decisamente indifesi, che da soli nulla possono contro i predatori ma in branco riescono ad intimorire nemici decisamente più grossi e pericolosi di loro. Abituato come sono a cavarmela da solo, come un lupo solitario a detta di mio padre, non mi è mai sembrata conveniente la cooperazione. Del resto cooperare vuol dire mostrare il fianco. Dichiararsi ufficialmente deboli. MAI! Ti dicono… dichiararsi deboli è il primo passo per il fallimento… il lupo poi è cosi maestoso, forte, incute timore solo il pensiero. Da abile calcolatore poi, cerca prede deboli da poter facilmente abbattere. Basta a sé stesso.

Nell’ambiguità nella mia adolescenza tra un ambiente che insegna l’intrinseca perversione dell’omosessualità e la mia natura, ho dovuto chiedermi se non servisse un senso critico per filtrare ciò che mi viene insegnato. Nel mio percorso di accettazione ho sbattuto contro schemi rigidi che in passato avevo dato per assodati e, uno per uno, ho dovuto imparare a destrutturarli. La fatica è stata enorme, la sofferenza pari ed il percorso non è finito… ma dopo la mia esperienza in associazione come volontario non posso fare a meno di chiedermi: sono veramente un lupo? Un lupo avrebbe sentito quel fuoco in pancia per qualcosa che non gli serve direttamente?

Eppure mi sento cosi soddisfatto… soddisfatto di aver chiarito ad un ragazzo che “arcigay” non sta per “supergay”, soddisfatto di essermi confrontato con madri e padri e stupito di averne trovat* di molto apert*, in una città, Chieti, che ho sempre ritenuto retrograda. Ho cambiato radicalmente Chieti? Probabilmente no… e allora dov’è la preda del lupo? Ore nel bosco a cercare, concentrato su odori e rumori, agognata, sofferta, la sete, la fame, la paura di non trovarla, la paura di essere sopraffatti da un lupo più grande. Mi hanno insegnato che serva tutto questo per riuscire a sentirla, la soddisfazione.
Eppure…

Ho conosciuto persone con la mia passione, i miei ideali. Vogliamo lavorare per raggiungere lo stesso obiettivo e, chissà perché, la tanto agognata soddisfazione arriva ancor prima di ottenerla.

Sento i peli duri, stranamente piatti. Quando hanno iniziato a riflettere così la luce? Le robuste zanne mi sembrano ora esili e sottili e con questi piccoli dentini non potrei abbattere nessuna preda.

Mi sento debole, indifeso.

Sento un bisogno d’acqua… saprò nuotare?

Una macchia in lontananza, a contrasto col blu del mare, così grande che l’occhio non scorge la fine. Un branco di sardine. Un tuffo al cuore. Cosi maestoso, forte, incute sicurezza solo il pensiero. Da abili cooperatori poi, spaventano nemici così grossi che perfino un lupo sarebbe scappato a gambe levate.

Mi sento bene.

image

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...