Arcigy Chieti, la sua storia, il suo simbolo, la sua bandiera

LogoArcigay è una associazione di promozione sociale senza fini di lucro. Essa si batte, dal 1985, per la parità dei diritti, l’autodeterminazione, il superamento di stereotipi e pregiudizi nei confronti delle persone LGBTI.
L’Arcigay opera su tutto il territorio nazionale attraverso i suoi Comitati Territoriali e le associazioni aderenti, per mezzo dei suoi volontari e attivisti.

Sul territorio abruzzese ci sono diverse realtà e tra queste troviamo il Comitato Territoriale di Arcigay Chieti, che si muove all’interno del territorio Teatino ma non solo ed è portato avanti grazie al lavoro di volontari, attivisti e sostenitori.
La storia di Arcigay Chieti inizia nel 2011 a Lanciano, sotto forma di Comitato promotore con il nome “Triangolo rosa”.
Il 28 settembre 2013 venne poi fondata Arcigay Chieti come associazione di promozione sociale senza scopo di lucro.
Questa giornata, per Arcigay Chieti, segnò una nuova fase di cambiamento, molto importante. Prima di tutto si passò dall’essere comitato promotore con il nome “Triangolo rosa” all’essere associazione affiliata ad Arcigay nazioanle col nuovo nome “Sylvia Rivera”.

In questa stessa giornata venne scelto anche un nuovo simbolo che potesse contraddistinguere l’associazione, legandola ancora di più al suo territorio.
Infatti, il simbolo scelto, era strettamente congiunto alla storia e al territorio abruzzese, raffigurante un guerriero appartenente all’antico popolo italico dei Vestini.
Il “Guerriero di Capestrano” è una scultura in pietra e marmo, alta due metri, rinvenuta in una necropoli situata nella zona nord-ovest di Capestrano, in provincia de L’Aquila.
Questa opera è considerata una delle più monumentali dell’arte italica (VI secolo a.C.) ed è conservata nel Museo archeologico nazionale d’Abruzzo, situato proprio a Chieti.
Un’ulteriore motivazione della scelta del “Guerriero di Capestrano”, fu la sua forma corporea che è particolare nel suo genre, in quanto la sua sessualità per alcuni è incerta e non definibbile, visti i fianchi molto pronunciati.

La scelta fatta da Arcigay Chieti di farsi rapresentare attraverso l’icona stilizzata del “Guerriero di Capestrano” vuole, quindi, affermare il forte legame al territorio teatino (e non solo), che la motiva a lavorare con tanta passione e serietà in ogni suo progetto e occasione di incontro. Un grande valore, che caratterizza Arcigay Chieti e i suoi attivisti, è il favorire una società che possa far convivere insieme le sue varie e differenti sfaccettature, arricchendola secondo quel “LIBER* DI ESSERE” che caraterizza il suo motto.

La storia di Arcigay Chieti è in continua evoluzione e crescita.
Piano piano, passo dopo passo, mette a disposizione della popolazione locale, progetti e conoscenze, informazioni e condivisioni. I progetti di cui si occupa sono numerosi e hanno interlocutori differenti.

Ogni lunedì, ad esempio, Arcigay Chieti è impegnata in due occasioni d’incontro molto importanti: il “Gruppo Giovani” e “L’ Aperitivo”.

Il “Gruppo Giovani” si svolge all’interno dell’Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti, grazie all’ospitalità del gruppo studentesco “360°”, riunendosi nell’ “Emeroteca” di Lettere, dalle 18:15 alle 20:00. I soggetti a cui viene proposto ha un target di età compreso tra i 15 e i 30 anni. Durante gli incontri, i responsabili ogni lunedì, preparano e presentano attività specifiche, a tema LGBTI e non. Queste attività vengono presentate ai giovani, per poter dar loro nuove occasioni di aggregazione e divertimento, condivisioni e occasioni di confronto, tra il gruppo stesso o grazie agli interventi fatti da ospiti professionisti, scambi di conoscenze con i “GG” dei vari Comitati Territoriali di Arcigay o altre associazioni. Gli incontri hanno, tra i loro obiettivi, dar modo ai giovani interessati, di potersi sentire “LIBER* DI ESSERE” nell’espressione delle loro potenzialità e anche delle loro fragilità, che possono accompagnare alcuni passaggi di vita di una persona omosessuale. Per favorire e garantire la privacy dei partecipanti, le riunioni si tengono a porte chiuse. Ma in alcune occasioni, come quello dove sono state presentate “Le Famiglie Arcobaleno” abruzzesi, si è scelto di aprire le porte dell’ “Emeroteca” e dar modo a tutti di poter ascoltare le loro esperienze.

Sempre di lunedì, Arcigay Chieti offre il suo “LIBER* DI ESSERE” per un ritrovo più ricreativo, ma non per questo meno importante.
L’ “Aperitivo” organizzato da Arcigay Chieti, infatti, inizia dalle 20:00 fino alla chiusura del “110 caffè food&drink”, in Via Pescara 27, dove viene amichevolmente ospitato.
Il target degli aperitivi è più ampio e per questo non ci sono limiti di età.
Come per il “Gruppo Giovani”, anche “L’Aperitivo” non è esclusivo alle persone appartenenti alla Comunità LGBTI, anzi si ribadisce sempre che chiunque voglia partecipare, ad entrambe, è il benvenuto, che sia omosessuale o no.

Arcigay Chieti ha pensato di organizzare gli aperitivi del lunedì per più motivi.17204288_10155172156746683_1841449799_n
Uno dei più importanti è dare un’occasione di aggregazione anche alle persone “OVER 30”, un modo per conoscere altre persone, poter scambiare esperienze, entrare a conoscenza dell’associazione stessa, anche se in un contesto più “rilassato”. Anche nei contesti dove si mangiano cibi veloci, si sorseggia vino, si gusta un caffè, si ascolta musica, si chiacchiera, si possono raggiungere buoni obiettivi. Per questo i volontari di Arcigay Chieti sono molto attenti al tipo di accoglienza che mettono in atto durante gli aperitivi, per far si che tutti si possano sentire a proprio agio. Sono orgogliosi quando arriva una persona nuova, sono felici quando questa magari torna per la seconda, ma soprattutto si ricaricano di tutto il lavoro “dietro le quinte” di tutte le attività portate avanti, quando qualcuno prima di tornare a casa, si avvicina e dice loro di essersi sentito “LIBER* DI ESSERE”.
Ad ogni aperitivo, poi, è presente un “banchetto informativo” per sensibilizzare i partecipanti su alcuni temi specifici come omofobia, coming out, HIV e conoscere un pochino di più sia Arcigay Chieti, Arcigay Nazionale e le altre associazioni LGBTI.

La sensibilizzazione per Arcigay Chieti è molto importante, per questo tra i suoi progetti ci sono i “banchetti” che sono stati presentati in diverse occasioni, nel contesto universitario ma anche sul territorio. I banchetti hanno una funzione divulgativa diretta, faccia a faccia e, permettono un confronto su temi specifici. Vengono allestiti di solito in luoghi dove si possono raggiungere più persone possibili, come ad esempio piazze e vie principali, in base ovviamente alle concessioni Istituzionali. La scelta dei luoghi è importante perchè più persone hanno la possibilità di essere informate e più si può avere l’occasione di diminuire quell’omofobia che è ancora presente per le strade del nostro Paese, in questo caso quelle teatine.
Se invece i banchetti vengono fatti all’interno delle Università, le concessioni sono legate alle concessioni dei Rettori e alle collaborazioni con le associazioni studentesche.
Uno dei banchetti “a tema” che è stato fatto da Arcigay Chieti è quello per la sensibilizzazione sull’ HIV e le malattie sessualmente trasmissibili, che ha ricorrenza ogni anno il primo dicembre.
La prevenzione attraverso l’informazione sul corretto uso del preservativo, ad esempio, può tutelare il benessere e la salute di molte persone. Questo banchetto è stato ospitato, ad esempio, all’interno dell’università degli studi “Gabriele D’annunzio” Chieti e la collaborazione del SISM (Segretariato Studenti di Medicina).

La sensibilizzazione si può sviluppare attraverso progetti informativi di varia forma, non solo con i banchetti, ma anche ad esempio grazie all’organizzazione di Convegni pubblici, strutturati su temi specifici come fu quello su “omosessualità e psicologia” o “omosessualità e fede”

Ci sono state anche occasioni di confronto pubblico più “rilassati”, come ad esempio l’evento “Pokemon Go”, organizzato prima dell’estate, che non solo ha dato modo di giocare tutti insieme nella piazza principale di Chieti Scalo, ma ha soprattutto permesso alle persone, che erano sedute sulle panchine in cerca di fresco, di potersi confrontare; ai bambini che stavano giocando a pallone, tra un tiro e l’altro, ha permesso di chiedere e ascoltare le spiegazioni date dai volontari su cosa era Arcigay Chieti e su che attività faceva.

I cambiamenti ci possono essere, la conoscenza aiuta a far diminuire quella “paura del diverso”, il farsi vedere per le strade “LIBER* DI ESSERE” , il confronto naturale e quotidiano, può aiutare a far ridurre l’omofobia interiorizzata presenti in molte persone, che magari ci vivono a fianco.

15873364_705423696298552_6316534750091928934_nA dicembre 2016 è entrata a far parte di Arcigay Chieti una nuova attivista: la sua bandiera!
Sulla nuova bandiera è riportato il “Guerriero di Capestrano” stilizzato, il nome del Comitato Territoriale “Sylvia Rivera” e come sfondo quell’arcobaleno che è presente nella maggior parte delle bandiere LGBTI.
Una bandiera è un drappo di stoffa, usato simbolicamente per identificare una Nazione, una Regione, un gruppo. La bandiera è quindi un simbolo di riconoscimento ed è per questo che Arcigay Chieti ha sentito il bisogno di una tutta sua, che potesse ancora una volta legarla al suo territorio.

Quindi, con immenso orgoglio, Arcigay Chieti da dicembre 2016, porterà con se, nelle varie occasioni pubbliche, la sua bandiera affiancata alla bandiera di ARCIGAY Nazionale.

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