#TDoR Transgender Day of Remembrance

1176_image_20663756_10155603590274641_9100568968029728846_nIl 20 novembre, in Italia e nel mondo, viene celebrato il Transgender Day of Remembrance il cui scopo è ricordare e commemorare le persone vittime del pregiudizio e della violenza transfobica. Purtroppo, questa mesta ricorrenza viene ulteriormente rattristata dagli eventi che negli ultimi giorni rimbombano sui giornali: l’assassinio di una transessuale, a Roma.

I dati sulla violenza trans-fobica mostrano un livello di aggressività nei confronti delle persone transessuali veramente preoccupante. Secondo il Trans Murder Monitoring tra il 2008 e il 2016, in Italia, si sono registrati 30 omicidi. I dati italiani si distanziano, purtroppo, dalle statistiche degli altri Paesi europei. Spagna e Gran Bretagna hanno avuto 8 omicidi mentre la Francia 5. È bene sottolineare che i numeri sono calcolati per difetto in quanto è molto frequente che le violenze di minore entità non vengano denunciate.

Transgender Day of Remembrance

La violenza contro le persone trans-gender è diventata così comune e frequente da aver desensibilizzato le persone nei confronti di questo tipo di attacchi.

La giornata di commemorazione ha lo scopo di ricordare e sensibilizzare le persone nei confronti di una violenza “scomoda” che spesso non vuole essere notata. Frequentemente la violenza trans-gender viene percepita meno grave (più giustificata) rispetto ad altre forme di brutalità.

È possibile rintracciare l’origine di questa violenza?

Sicuramente la violenza trans-fobica si sorregge su due pilastri: il maschilismo e la sessuofobia. In una cultura che vede nel maschio “la razza superiore” la persona transessuale è percepita come “difettata”, inferiore. La cultura maschilista si basa su regole e ruoli fortemente rigidi. Tutto ciò che viene percepito differente dalle “regole stabilite” è pericoloso, da escludere e mettere all’angolo. La persona transessuale è vista come pericolosa per l’ordine stabilito e, di conseguenza, attiva emozioni di rabbia e aggressività. La presenza di un diverso da attaccare e criminalizzare permette, agli individui, si sentirsi parte del gruppo giusto. Il bisogno impellente di far parte di un gruppo e di una categoria superiore è fondamentale per alleviare quel senso di sicurezza che caratterizza la società moderna. Il silenzio delle Istituzioni nei confronti di questo genere di violenze viene percepito come una ulteriore giustificazione e validazione. Purtroppo, il silenzio viene spesso aggravato da interventi di esponenti pubblici e politici che rinforzano i pregiudizi e la transfobia. Di non secondaria importanza è un sentimento sessuofobico che pervade la società. Se da un lato le immagini sessuali sono facilmente accessibili, dall’altro vi è una quasi totale mancanza di educazione all’affettività, alla sana sessualità e alla diversità. La mancanza di un sano rapporto con la sessualità e la diversità uniti al maschilismo imperante porta gli individui ad agire con astio e aggressività nei confronti delle persone che “obbligano” a confrontarsi con la diversità. Gli individui transessuali e omosessuali mettono le persone di fronte ad una sessualità che differisce da ciò che è percepito come giusto. La rottura degli schemi che le minoranze possono creare viene risolta, da molti, eliminando la minoranza stessa o denigrandola.TDOR-Cropped

Transgender Day of Remembrance: come intervenire

Dopo aver rivolto lo sguardo altrove per anni, le Istituzioni sono state costrette a prendere consapevolezza di un problema grave e frequente. È stato solamente nel 2016 che l’UNESCO ha compreso che esiste un problema di odio, violenza e ignoranza. I Paesi dell’UNESCO hanno capito che la violenza e l’odio possono essere combattuti solo attraverso l’educazione e la formazione delle giovani menti. Nel documento “Education sector responses to violence based on sexual orientation and gender identity/expression” si può leggere (pag.19) che “La violenza omofobica e transfobica ha un impatto significativo sull’educazione degli studenti, le prospettive di occupazione e sulla loro salute e benessere. Colpisce gli studenti che sono vittime dalla violenza e gli studenti che sono autori e passanti”.

La violenza e l’odio possono essere combattute attraverso azioni che permettano di abbattere quelle regole rigide che le hanno generate. Quanto detto fa comprendere l’importanza delle Giornate di sensibilizzazione e informazione. Attività pratiche dovrebbero essere volte a smontare i molti pregiudizi esistenti e rendere “normale” ciò che si crede “anormale”.

Unesco (2016). Education sector responses to violence based on sexual orientation and gender identity/expression.

Articolo scritto per Arcigay Chieti dal Dott. Angelo Collevecchio (Psicologo, psicoterapeuta, sessuologo, convenzionato con Arcigay)

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